Geniale (*)
Tum tum tum tum tum.
L’intero ponte vibrava sotto la pesante corsa del tenente.
Arrivò davanti alla spessa porta metallica e si fermò, ansimando.
Il freddo schermo rispose alla perturbazione dell’ambiente: “Alterazione rilevata. Effettuare autenticazione tipo 3″.
“Tenente Godson, matricola G-E13452″, scandì lento e impaziente -trattenendo la fretta- per assicurarsi il lasciapassare dell’ottuso sistema.
MAT OK
VOCE OK
“Prego prosegua con l’impronta e l’iride” -riprese la voce con tono cordiale ed insopportabile.
IMPRONTA OK
IRIDE OK
“Buonasera Tenente. Il comandante la attende già, entri pure”.
“Comandante” -esordì Godson, accompagnando l’appello uno sbrigativo inchino- “il vascello è stato danneggiato. Ancora”
“Calma G-E13452″ – rispose il superiore senza alzare la testa – “sieda.”
Sempre con la testa fissa continuò un po’ a guardare nel visore installato sull’occhio sinistro.
“Dunque i danni sono piuttosto ingenti” -riprese calmo- “abbiamo una riserva vitale complessiva per relativamente poco tempo ancora”. Si accese un sigaro e si abbandonò sullo schienale della poltrona di pelle.
“Lei, Godson, cosa suggerisce?”
“Comandante penso che dovremmo fare rotta verso una nuova colonia, al più presto e perseverare: prendere un’altra nave e proseguire la nostra missione”
“Vedo che non è così insensato come la sua corsa qui mi aveva fatto credere Tenente. Non c’è motivo di essere agitati: dobbiamo solamente proseguire con la nostra missione.”
Giacomo e Silvia si baciarono, appassionatamente, su quella spiaggia deserta. Si amavano e non c’era niente altro di importante.
(*) l’autore non intende affatto essere immodesto con questo titolo.