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Disposizioni d’animo (Pensieri d’una serata di dolce malinconia)
Sempre di più la lingua moderna si sta trasformando in linguaggio. Guadagniamo in sintesi, ma perdiamo in espressività, perdiamo la capacità di far identificare lettore con noi, attraverso il nostro stato d’animo. L’eccessiva sintesi, l’estremo funzionalismo impediscono al lettore d’adattarsi, non consentono allo scrittore di prenderlo per mano e guidarlo nella sua mente. La lettura diventa difficilissima, paradossalmente più lunga e alle volte, in tal senso, addirittura impossibile.
Cosicchè descrivere stati interiori diventa difficile, faticoso, inefficace. La scrittura diventa un albero, dal tratto fine, magari anche particolareggiato, formalmente perfetto, inteleggibile nel suo primo significato. Ma è un albero autunnale.
Sarebbe meraviglioso riuscire ancora a provocare il lettore, pungolarlo, interiorizzarlo, farlo proprio.
Perchè l’immedesimazione può essere una esperienza meravigliosa, ci rende più completi, e ci permette di scoprire cosa siamo e cosa non siamo
”Quando un discorso dipinge con naturalezza una passione o un effetto, ritroviamo in noi stessi la verità di ciò che esso intende dire, la quale verità non sapevamo che già fosse in noi; perchè costui non ha fatto mostra di un bene suo, ma del nostro; e così questo beneficio ce lo rende caro, oltre al fatto che questa comunione di intelligenza che abbiamo con lui inclina necessariamente il cuore ad amarlo”
Blaise Pascal
Disposizioni d’animo (Pensieri d’una serata di dolce malinconia)
Sempre di più la lingua moderna si sta trasformando in linguaggio. Guadagniamo in sintesi, ma perdiamo in espressività, perdiamo la capacità di far identificare lettore con noi, attraverso il nostro stato d’animo. L’eccessiva sintesi, l’estremo funzionalismo impediscono al lettore d’adattarsi, non consentono allo scrittore di prenderlo per mano e guidarlo nella sua mente. La lettura diventa difficilissima, paradossalmente più lunga e alle volte, in tal senso, addirittura impossibile.
Cosicchè descrivere stati interiori diventa difficile, faticoso, inefficace. La scrittura diventa un albero, dal tratto fine, magari anche particolareggiato, formalmente perfetto, inteleggibile nel suo primo significato. Ma è un albero autunnale.
Sarebbe meraviglioso riuscire ancora a provocare il lettore, pungolarlo, interiorizzarlo, farlo proprio.
Perchè l’immedesimazione può essere una esperienza meravigliosa, ci rende più completi, e ci permette di scoprire cosa siamo e cosa non siamo
”Quando un discorso dipinge con naturalezza una passione o un effetto, ritroviamo in noi stessi la verità di ciò che esso intende dire, la quale verità non sapevamo che già fosse in noi; perchè costui non ha fatto mostra di un bene suo, ma del nostro; e così questo beneficio ce lo rende caro, oltre al fatto che questa comunione di intelligenza che abbiamo con lui inclina necessariamente il cuore ad amarlo”
Blaise Pascal